lunedì 6 febbraio 2017

INEDITO, Estratto dal nuovo romanzo "La vedova Bianca, la magia di immaginarti così...."

U“”dopo l’armistizio partecipava con accanito valore ai combattimenti sostenuti dalla divisione “Perugia”contro il nuovo nemico. Catturato con i resti del proprio reparto e condannato a morte per la resistenza opposta, teneva contegno fermo e dignitoso. Colpito a morte da una raffica di mitragliatrice cadeva al grido di “viva l’Italia”.””
Albania, Ottobre 1943

[…]rilascia quindi il presente documento per attestare il conferito onorifico distintivo. 

Vale la pena ricevere questo premio? 
In particolare quando a riceverlo non è il diretto interessato?
Non lo so …
Chissà cosa successe in quel maledetto Ottobre del 1943, a quella divisione che dopo l’armistizio fu colta impreparata e in balia degli eventi. Un armistizio ai limiti di una guerra senza una precisa condotta logica, che li aveva sballottati per una parte, e poi per l’altra, senza una preparazione umana, tra la fuga del re, e le rotture interne dei vertici. Si ritrovarono, stanchi, con gli effetti indesiderati della violenza, dell’essere ormai immersi nel tumulto di un dover fare ai confini della sopravvivenza e dello sbando; si ritrovarono a dover difendere l’Albania dall’occupazione tedescacon la speranza daiuto degli alleati dall’adriatico. Secondo le fonti era una situazione ambiagua, i soldati ancora incerti sul “da che parte stare”- se sino a poco tempo fa si seguiva il flusso “Berliniano ” ora si ritrovavano contro lo scempio nazista, l’indecisione si mescolava a scelte morali, ideali, di convenienza, di sopravvivenza, sta di fatto che ci fu una mancata coordinazione, tanto da non capire bene se addirittura combattere. Si diramarono fra le montagne, le fanterie, le divisioni, che a poco poco si frantumarono in una logorante lotta alla sopravvivenza contro gli ex alleati. Non si può immaginare cosa si prova durante la guerra, se non attraverso i racconti e i documenti che riportano gli eventi, si può immaginare uno stato d’animo? 
Cosa puoi pensare in quei momenti, dove la tua migliore amica è un arma, dolce compagna di vita, e magari ti senti sporco da tutta quella sporcizia, di morte e violenza, insudiciato di inganni, dove sono i meriti? In quel momento, a carponi tra la terra, cercando angoli di protezione, sfuggendo ai piccoli smottamenti dell’aria, che richiamano ombre e tumulti, colpi al cuore e fiato sospeso, e paura, tanta paura, con l’irrefrenabile voglia di non essere li e di tornare a casa.
Continuare a farsi strada tra quelle montagne, con slanci di ilarità alla vista dei compagni con la stessa divisa, avvertendo un minimo di protezione, tra simili per una stessa causa, respirando l’aria di un Ottobre autunnale che, come in Sardegna, anche in Albania è ancora caldo, e ti sembra quasi di respirare aria di casa, come se gli eventi ti stessero, in un qualche modo trasportando li, a casa.
Si il sacrificio, si il battersi per la patria…ma poi… cosa rimane, tanta tristezza e malinconia. 
Ecco perché, per Odilia  credo fu importante quel riconoscimento, perché è il riconoscimento di un grande sacrificio, di un uomo che per la patria non ha vissuto, in balia di decisioni e costrizioni prese da altri, affinchè quei passi fra la terra e il cielo, che portano il nome dell’Italia, siano sempre riconosciuti. E non credo neanche che sia caduto sotto il grido di viva l’Italia, ma sia semplicemente caduto, sotto un grido mozzato, e spero che sia stato immediato e lieve, e che non abbia sofferto. 

[…] e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
[…]

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